«Naturale» non significa delicato
Oli essenziali, limone e bicarbonato: tre rimedi casalinghi che vediamo spesso e che spesso causano il danno che dovrebbero curare.
La parola “naturale” non ha una definizione legale in cosmetica, e non dice nulla su quanto un ingrediente sia tollerato dalla pelle. L’ortica è naturale. Anche il veleno d’api.
I tre che vediamo più spesso
Limone sul viso. L’acido citrico a pH molto basso, applicato senza tampone, causa irritazione e, sotto il sole, macchie fotoindotte che poi servono mesi per attenuare.
Bicarbonato come scrub. Ha pH 9 contro il 5,5 della pelle: alza il pH cutaneo e disturba la barriera e il microbiota.
Oli essenziali puri. Sono fra i sensibilizzanti da contatto più comuni. Diluiti e in formula possono avere senso, puri sulla pelle quasi mai.
Come leggere un’etichetta
L’ordine degli ingredienti conta: i primi cinque sono la maggior parte del prodotto. Se l’estratto vegetale che dà il nome al prodotto compare al penultimo posto, sta facendo poco.
Questo non è un invito a diffidare del vegetale. È un invito a giudicare la formula, non il racconto sulla confezione.